Editorial de Petar Ostojic para Revista Italina “Materia Rinnovabile”

Comparto con ustedes mi artículo escrito para la prestigiosa Revista italiana “Materia Rinnovabile/Reneable Matter” sobre el camino de Chile hacia una economía circular.

Versión italiano:

Negli ultimi cinque anni l’economia circolare ha avuto un’accelerazione in America Latina. Storicamente il Cile ha basato la sua economia su un modello di esportazione agro-minerario incentrato sull’estrazione e lo sfruttamento di risorse naturali – grano, nitrato e rame. Questo ha portato il Cile a partecipare al mercato internazionale solo come utilizzatore delle tecnologie sviluppate nelle ultime tre rivoluzioni industriali. Attualmente, è diffusa l’opinione che questa situazione non può continuare e che questa volta il Cile non può rinunciare a un’opportunità storica per partecipare a un nuovo cambio di paradigma tecnologico.

Inoltre, il paese oggi deve affrontare nuove sfide che lo obbligano a ripensare il proprio modello economico. Il Cile è in cima alla classifica dei paesi latinoamericani che producono la maggior quantità di rifiuti pro capite, con 456 kg per persona l’anno; ed è al terzo posto nella classifica regionale per la produzione di rifiuti tecnologici (e-waste) con 10 kg pro capite annui. Ed è anche rimasto indietro in termini di riciclo, visto che ricicla solo il 10% dei 17 milioni di tonnellate di rifiuti solidi prodotti ogni anno.

E un altro tema scottante per il paese è rappresentato dai cambiamenti climatici: secondo il 2017 Global climate risk index (Cri), il Cile è tra le dieci nazioni al mondo più colpite da questo fenomeno.

Politiche nazionali e governo

Fortunatamente il Cile ha agito in modo da trasformare queste minacce in opportunità puntando a ridurre le emissioni di gas serra del 30% e impegnandosi anche al recupero e alla riforestazione di 200.000 ettari di terreni boschivi entro il 2030. Questo ha portato il paese all’avanguardia nello sviluppo delle energie rinnovabili, dato che ora possiede il 55,8% del totale degli impianti per l’energia solare installati in America Latina e nei Caraibi.

Il Cile è anche uno dei primi paesi latinoamericani ad adottare una politica di responsabilità estesa del produttore (Extended producer responsibility, Epr) finalizzata a gestire e ridurre la produzione di rifiuti concentrandosi su sei tipologie chiave di prodotti: oli lubrificanti, dispositivi elettrici ed elettronici, batterie, imballaggi e pneumatici. Si prevede che negli anni a venire altri prodotti verranno aggiunti a questa lista.

Così come ha anche preso una posizione risoluta riguardo alla plastica. L’iniziativa #ChaoBolsasPlásticas (addio borse di plastica, ndr) ha creato nei cittadini un forte interesse e una grande consapevolezza riguardo alle borse monouso, cosa che alla fine ha portato il governo cileno ad approvare una legge che lo rende il primo paese nella regione ad aver proibito totalmente ai rivenditori al dettaglio l’uso di sacchetti di plastica. Questa misura è stata approvata all’unanimità dal Congresso nell’estate del 2018 e concede sei mesi ai grandi rivenditori e due mesi ai piccoli e medi rivenditori per adeguarsi.

Il passo più importante verso un’economia circolare è stato computo quest’anno quando l’Agenzia cilena per lo Sviluppo economico (Corfo), col supporto del ministero cileno dell’Ambiente, ha creato il primo strumento pubblico per l’economia circolare in America Latina per promuovere imprenditori e aziende che adottano modelli di business circolare, stanziando fino a 100.000 dollari americani per il finanziamento dei progetti.

Inoltre, il governo cileno sta preparando la bozza di una nuova Legge sui cambiamenti climatici che contribuisce a combattere gli effetti degli stessi sul paese. Si prevede che il progetto di legge verrà presentato al Congresso nel 2019 e che contribuirà a dare spinta alla transizione verso un’economia circolare.

L’economia circolare e la quarta Rivoluzione industriale

Esattamente come la maggior parte dell’America Latina, il Cile ha mancato le tre precedenti Rivoluzioni industriali, diventando un paese con grosse carenze in termini di sviluppo industriale, innovazione e tecnologia. L’attuale economia lineare, basata sul modello “estrai-trasforma-butta via”, ha reso ancora più difficile per il paese diventare un soggetto importante nell’economia globale, essendo principalmente relegato all’estrazione delle sue preziose e limitate risorse naturali, come il rame e il litio.

Però diversi esperti e organizzazioni concordano sull’idea che l’economia circolare diventerà il modello economico della quarta Rivoluzione industriale. Quindi, adottando una Strategia nazionale per l’economia circolare, il Cile sta creando un’enorme opportunità per partecipare proattivamente alla nuova Rivoluzione industriale.

L’agenzia Corfo ha assunto un ruolo importante creando politiche che promuovono lo sviluppo di un industria 4.0 in Cile. La combinazione dell’economia circolare e dell’industria 4.0 creerà una nuova classe di imprenditori e innovatori che incorporeranno tecnologie come l’internet delle cose, big data, lavorazione avanzata, stampa 3D, intelligenza artificiale e blockchain. A sua volta questo consentirà la nascita di nuove aziende, e imprese locali di prim’ordine con modelli di business dirompenti, che non solo contrasteranno i cambiamenti climatici e creeranno migliaia di posti di lavoro di alta qualità, ma permetteranno anche finalmente il disaccoppiamento della crescita economica del Cile dallo sfruttamento delle sue risorse naturali dopo più di 200 anni di estrattivismo.

Verso un Cile circolare

Come abbiamo visto, l’economia circolare si sta fortemente sviluppando in Cile, e sta diventando un modello economico mainstream per aziende, governo e società.

Nelle parole del Presidente del Cile Sebastián Piñera: “Pensavamo che le risorse naturali fossero infinite. Adesso quell’epoca è terminata. Ora dobbiamo imparare a riutilizzare e a rimettere in circolo le risorse naturali. Per questo motivo stiamo facendo sì che in Cile – un paese che sa come usare le risorse naturali con grande intelligenza e cautela, – si smetta di disfarci e buttare via le cose, ma si inizi a riutilizzarle. Questa è l’essenza dell’economia circolare che vogliamo promuovere in Cile”.

 

 

Versión inglés:

Over the last few years, the circular economy has gained momentum in Latin America. Historically, Chile has based its economy on an agro-mining export model focused on the extraction and exploitation of natural resources – wheat, nitrate and copper. This has led to Chile participating in the international market merely as a user of the technologies developed during the last three industrial revolutions. Currently, there is a consensus that this situation cannot continue and that this time around Chile must not pass up on a historic opportunity to participate in a new technological paradigm shift.

Furthermore, Chile currently faces new challenges that are forcing a rethink of their economic model. Chile leads the Latin American ranking for countries that generate the most waste per capita, with 456 kg produced per person per year; as well as taking third place in the regional ranking for generation of electronic waste (e-waste), with 10 kg per capita per year. The country has also fallen behind in terms of recycling, since only 10%, of the 17 million tonnes of solid waste generated annually is recycled.

Climate change is another sensitive issue for the country. According to the 2017 Global Climate Risk Index (CRI), Chile is among the ten most affected countries by this phenomenon.

National Policies and Government 

Fortunately, Chile has managed to transform these threats into opportunities by pledging to reduce GHG emissions by 30%, as well as committing to the recovery and reforestation of 200,000 hectares of woodlands by 2030. This has put them at the forefront of development in renewable energies, possessing 55.8% of the total installed solar capacity in Latin America and the Caribbean.

It is also one of the first countries in Latin America to adopt an Extended Producer Responsibility (EPR) policy in order to manage and reduce the generation of waste. Their EPR policy focuses on six key products: lubricating oils, electric/electronic devices, batteries, packaging, and tyres. It is expected that in the coming years more products will be added to this list.

Chile has also taken a decisive stand on plastics. The #ChaoBolsasPlásticas (Bye Plastic Bags) initiative created intense public scrutiny and raised awareness concerning the impact of single use plastic bags, eventually leading to the Chilean government approving legislation that makes it the first country in the region to totally ban retail businesses from using plastic bags. The measure was approved unanimously by Congress in the summer of 2018 and gives large retailers 6 months and small and medium sized businesses 2 years to comply.

The boldest step towards a circular economy was taken this year when the Chilean Economic Development Agency (CORFO), with the support of the Ministry of Environment of Chile, created the first public circular economy instrument in Latin America to promote entrepreneurs and companies with circular business models, providing up to $100,000 in financing for projects.

Furthermore, the Chilean government is in the process of drafting a new Climate Change Law to help combat the effects of climate change on the country. The bill is expected to enter Congress in 2019 and will help boost the transition towards a circular economy.

Circular Economy and the Fourth Industrial Revolution

Hand in hand with the majority of Latin America, Chile missed the three previous industrial revolutions, becoming a country with large deficits in terms of industrial development, innovation and technology. The current linear economy, based on take-make-dispose, has made it even more difficult for the country to become an important player in the global economy, being mainly relegated to the extraction of its precious and finite natural resources, such as copper and lithium.

However, several specialists and organisations share the idea that the circular economy will become the economic model of the fourth industrial revolution. Therefore, by adopting a National Strategy for the Circular Economy, Chile is creating a tremendous opportunity to join the new industrial revolution proactively.

The Chilean Government agency CORFO, has taken on an important role by creating policies that promote the development of an industry 4.0 in Chile. The combination of circular economy and industry 4.0 will create a new breed of entrepreneurs and innovators that will incorporate technologies such as the internet of things, big data, advanced manufacturing, 3D printing, artificial intelligence and blockchain technology. In turn, this will allow for the birth of new companies, and local world-class enterprises with disruptive business models, that will not only fight climate change and create thousands of new high quality jobs, but will also finally enable the decoupling of Chile’s economic growth from the exploitation of its natural resources, after more than 200 years of extractivism.

Towards a Circular Chile

As we see, the circular economy is growing fast in Chile, becoming a mainstream economic model for companies, government and society. In the words of Chile’s President, Sebastián Piñera:

“We thought that natural resources were infinite. That time is now over. Now we have to learn to reuse and recirculate natural resources. For this reason, a country like Chile that knows how to use natural resources with great intelligence and with great caution, is promoting a stop to disposing and rejecting things, but rather to start reusing them. This is the essence of the circular economy that we want to promote in Chile.”

 

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